Non sorella ma madre, la Terra generosa che nel grembo oscuro concepisce e gestisce la vita, operatrice silenziosa di magie che guardiamo senza vedere, incapaci di stupori e di gratitudine.
Che davvero ci “ sustenta”, componendo per noi nutrimenti e sapori, imbandendo conviti per tutti i suoi figli, nessuno dei quali – se non fossimo così avidii – resterebbe senza pane e senza vino.
Che ci “governerebbe” anche, evitandoci sventatezze e disastri, se non le negassimo il rispetto che si deve alle madri.
E che, veneranda com'è, intreccia corone di colori come una fioraia innamorata e distilla alchimie di profumi degni di Salomone, per insegnarci che il Contadino che la lavora è un elargitore di gioie