Penso il cielo affollato di lune e di sfere; vedo le costellazioni come piccoli cori di danzatrici, attente alle ingiunzioni di un Coreografo che “le chiama una ad una per nome” e le dispone in figure che l'uomo ha cercato di leggere, disegnandovi sopra nei secoli fanciulle ed eroi e animali marini e terrestri.
So che è una danza che ha la sua musica, inudibile a noi, ma ai cui incanti, mi dice la Bibbia, “esultano le stelle” e danzano gli angeli.
La grande Luna materna lascia cadere sulle vicende dei cieli - e sulle nostre -
benevoli capelli di miele