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Sei generi di Diavoli

Tempera su tavola
130 X 150 cm

St. Louis University, St. Louis

Il genere acqueo

Tempera e acrilico su tavola
125 X 180 cm
1981-1999
St. Louis University, St. Louis

Il Diavolo terrestre

Tempera e acrilico su tavola
125 X 180 cm
1999
ST. Louis University, ST. Louis

Il Demonio aereo

Tempera su tavola
125 X 180 cm
1981-1999
ST. Louis University, ST. Louis

Genere notturno

Tempera e acrilico su tavola
125X180 cm
1999
ST. Louis University, ST. Louis

Il genere sotterraneo

Tempera e acrilico su tavola
125X180 cm
1981-1999
ST. Louis University, ST. Louis

Il demonio igneo

Tempera su tavola
125 X 180 cm
1981- 1999
ST. Louis University, ST. Louis

Demone

Oro, argento e tempera su tavola
55 X 70 cm

Collezione Privata

Sei generi di Diavoli

Oro, argento e tempera su tavola
90 X 80 cm

Collezione privata

Sei generi di Diavoli

Un buon frate milanese del '600 si avventurava in congetture azzardate sul numero, la natura, la collocazione e le specializzazioni dei diavoli.

Disegnandone le sembianze, non le propongo come una iconografia del diabolico, a figurare il quale occorrerebbe ben altro linguaggio, ma come immagini nate dalla relazione del Nostro, tutta godibile per l’ingenuo candore con cui si arrischia alla sua ardua investigazione, in un territorio senza mappali.

Lì, infatti, diavoli e streghe, sparizioni e incantamenti, possessioni e fantasmi, assalti e commerci carnali, incantamenti collettivi e disastri ecologici, sono raccontati, smascherati e catalogati come fenomeni quotidiani, esperienze comuni, manifestazioni attendibili di una convivenza con il diabolico, nemmeno tanto misteriosa.

Di quella celata e pericolosa convivenza anch’io sono convinto, e non sono così sciocco da riderci sopra.

Gli antichi, immaginavano il mondo tutto “occupato” da creature invisibili, e anche oggi, dove gli uomini sono, come diciamo noi, sottosviluppati, sotterranee potenze sconvolgono ancora le montagne, nelle foreste si nascondono insidie, le notti sono ancora mal frequentate.

E i mari brasiliani sono ancora pieni di sirene.

A noi, troppo orgogliosi per guardarci le spalle, troppo sciocchi per tenere conto del Male, non rimane che prendere atto, controvoglia, dei rischi di una civiltà che violenta la natura, inquina l’aria, avvelena le acque, ed uccide, sotto i nostri occhi distratti, la vita.

 

Renato Laffranchi - don@renatolaffranchi.it